sabato 27 ottobre 2012

Ciao...

Ed eccola lì la morte con la sua pazienza. Eppure si insinua immediatamente dentro di noi come un proiettile o una coltellata. Così forte da farci precipitare nell'abisso, così potente, senza riuscire a fare nulla , senza sapere come trattarla; incapaci di reagire, incapaci di qualunque altra cosa, incapaci di affrontarla.
A volte è così vicina, che impariamo a conviverci giorno dopo giorno cercando di rimandare all'infinito quel momento che sappiamo arriverà. A volte invece arriva inaspettata come un terremoto, un uragano.
E' strano pensare che un ragazzo lo vedi un minuto prima, un minuto dopo non c'è più. Giovane , sano, buono, sincero, esemplare, senza nessun vizio. Ed è un attimo. Un'infarto, dicono, fulminante. E poi tutto quello che non vorresti vivere mai e pur aggrappandoci con tutte le sue forze non riusciamo a sfuggirgli, mai.
E agli infiniti perché vorremmo trovare una risposta e quella risposta non c'è mai o quella che ci danno non la accettiamo. Stiamo soli, col nostro dolore, soli e sperduti senza sentire niente, sperando di non crederci, sperando solo che sia un brutto incubo.
Ciao Vincenzo, rimarrai per sempre con noi e tu, sono certa, hai visto che più di duemila persone erano lì solo per te.  R.I.P.

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